Biografia di Ayrton Senna

AYRTON SENNA: UN VERO EROE MODERNO
di Maximiliano Catania/FUNO*
Buenos Aires (AR), 21 Mar 2004

Il 21 marzo 1960 nacque a San Paolo (Brasile) Ayrton Senna da Silva, pilota di grande successo considerato come uno dei migliori piloti di tutti i tempi. Un'intera vita legata al mondo dei motori, un uomo che si è guadagnato l'affetto dei tifosi e il rispetto da parte dei migliori critici della Formula 1. Un pilota dotato di un talento che gli permetteva di essere il migliore ovunque. Il suo fascino e il suo giovane sorriso lo hanno reso un vero eroe moderno...

La storia di Ayrton con le auto ci porta alla sua infanzia, quando suo padre – un ricco uomo d'affare e proprietario terriero – gli costruì un kart. Allora i problemi legati alla mobilità sembravano scomparire al punto che cominciò ad avventurarsi nel mondo del motorsport. Motivato da suo padre, nel 1973 prese parte ad una gara valida per il campionato brasiliano di kart, e non tardò molto a mostrare le sue doti al volante: il 1° luglio di quell'anno ottenne la sua prima vittoria, nel circuito di Interlagos.

Diventato campione sudamericano e vice-campione mondiale di kart nel 1980, Senna lasciò il Brasile per raggiungere l'Europa, dove le Formule del Vecchio Continente avevano un posto per lui. Grazie all'aiuto economico di suo padre, Ayrton ottenne un posto per guidare un Van Diemen della British FFord 1600 (1981), categoria nella quale divenne campione già nell'anno del suo ingresso. Nel campionato successivo, la FFord 2000 lo vide campione britannico ed europeo, sorprendendo allo stesso modo amici ed estranei per la semplicità con cui accumulava vittorie, pole position e giri veloci. Il prossimo passo fu la difficile Formula 3 Britannica (1983), dove con la sua Ralt-Toyota, in seguito ad eccitanti duelli con Martin Brundle, fu incoronato campione. Vinto il celebre Gran Premio di Macao di F3, Senna fu richiesto da Frank Williams per testare una delle sue vetture di F1. Provò anche altre vetture, come la McLaren e la Brabham, ma il suo debutto nella massima categoria (1984) avvenne con la modesta squadra Toleman.

Il circuito di Rio Jacarepaguá, nella sua terra natale, fu lo scenario della prima gara di Ayrton in Formula 1. L'inizio non fu dei migliori: partendo dal fondo, dovette abbandonare la gara per problemi relativi al motore turbo Hart. Tuttavia, non si arrese. Settimane dopo, in Sudafrica, ripetendo una performance simile alla precedente partendo dalle ultime posizioni, ottenne il suo primo punto mettendo la sua Toleman numero 19 in sesta posizione. A metà del campionato, Senna ottenne il suo primo podio piazzandosi in seconda posizione dietro al vincitore Alain Prost nel piovoso Gran Premio di Monaco, gara che fu contestata per essere finita prima del previsto. Il nono posto in campionato a fine stagione gli permise di essere ingaggiato nella Scuderia Lotus per il 1985 insieme all'italiano Elio de Angelis.

Ayrton, nel suo secondo GP per il team inglese, ottenne la sua prima vittoria in Formula 1, nel piovoso Estoril (Portogallo), distaccando il secondo classificato Michele Alboreto di un minuto. Il brasiliano vinse nuovamente in Belgio, chiudendo l'anno con due trionfi e 7 pole position.

L'anno successivo, i critici dell'automobilismo già lo consideravano uno dei quattro migliori piloti di quell'epoca, insieme a nomi come Alain Prost, Nelson Piquet e Nigel Mansell. Un'elettrizzante vittoria in Spagna contro Prost mostrò che l'inclusione di Senna nella lista dei migliori non era casuale.

Nel 1987 la Lotus iniziò a correre con i motori Honda (nel 1985 e nell'86 erano del team Renault) e Ayrton ottenne la prima delle sue 6 vittorie a Montecarlo, salutando euforicamente i meccanici della squadra e bagnando di champagne la Famiglia Reale. Al termine del campionato, Ron Dennis comunicò che Senna sarebbe stato ingaggiato per la McLaren assieme ad Alain Prost per il 1988.

Durante questo campionato, la coppia McLaren-Honda fu sorprendente: 15 trionfi in 16 gare. Fu l'anno del primo campionato per Ayrton, grazie alle sue 8 vittorie contro le 7 del francese, nonostante avesse guadagnato meno punti del compagno di squadra. Però il campionato non rappresentò solo il migliore anno della scuderia inglese, ma anche l'inizio di una delle rivalità più belle e avvincenti della storia della Formula 1.

Prova di ciò fu, nel 1989, la violazione di un presunto patto tra Senna e Prost di non sorpassarsi nel GP di San Marino. Patto che all'apparenza Ayrton non rispettò, causandogli un fraintendimento con Alain. A Suzuka la polemica raggiunse limiti inaspettati: la gara nel tracciato giapponese era a favore del francese che stava conducendo in prima posizione sotto la pressione del pilota brasiliano. A pochi giri dalla fine, Senna tentò di superarlo nella chicane che immette sul rettilineo, ma entrambi si toccarono e uscirono dalla gara. Nonostante Ayrton si fosse salvato dall'inconveniente (grazie ad alcuni ausiliari di pista) e avesse di fatto vinto la gara, fu squalificato dando così automaticamente il terzo titolo a Prost. "Me lo hanno rubato" disse il brasiliano. Questa dichiarazione gli costò il ritiro della licenza di Formula 1.

Dopo aver pagato una multa da 100.000 dollari ed essersi scusato pubblicamente con i dirigenti della FISA, Ayrton Senna recuperò la licenza di guida. Era il 1990 quando Alain Prost passò alla Ferrari affermando che la McLaren favoriva il brasiliano. Il destino volle che il campionato fosse nuovamente combattuto tra loro due e, dopo un'altra collisione in Giappone, Senna diventò campione per la seconda volta.

Il campionato seguente sarebbe stato quello del terzo campionato per Ayrton. Nigel Mansell, della Williams, non riuscì ad ottenere la corona iridata un'altra volta. Il brasiliano iniziò il campionato con una serie di vittorie in USA, Brasile, San Marino e Monaco, mentre il pilota inglese si riprese a metà dell'anno. Un testacoda di quest'ultimo nel GP del Giappone si rivelò vantaggioso per il pilota della McLaren. Senna regalò alla torcida brasiliana una vittoria nel piovoso Interlagos, il suo primo trionfo in casa dopo 7 tentativi falliti. Ayrton entrò quindi nella gloriosa lista dei tre volte campioni del mondo: Brabham, Stewart, Lauda, Piquet, Prost...

Nel 1992 le cose sarebbero state diverse grazie all'incredibile lavoro dei meccanici del team Williams, e Mansell celebrò il suo unico titolo nella categoria, imponendosi in 9 delle 16 corse dell'anno. La vettura di Ayrton Senna non era competitiva, ma vinse tre meritate vittorie: Monaco, Ungheria e Italia. La prima di queste, quella nel Principato, la vinse grazie ad un inconveniente alla ruota della vettura del britannico a meno di 10 giri dalla bandiera a scacchi...

Senza i motori Honda, e pieni di problemi interni, la McLaren dovette utilizzare i motori Ford per il 1993. Prost tornò nella categoria dopo un anno di inattività nel team Williams. Il brasiliano, nonostante alcuni pronostici, avrebbe battagliato con il francese, ricordando il duello del campionato precedente. Nonostante ciò, il campionato sarebbe stato vinto da Prost. Senna si impose in 5 gare contro le 7 del pilota della Williams. Due gare furono storiche per la F1: quella a Donington (GP d'Europa) per l'abilità di guida di Ayrton e quella ad Interlagos (Brasile) quando sul podio abbracciò Juan Manuel Fangio, l'argentino cinque volte campione del mondo che indicò il brasiliano come suo successore. Ad Adelaide (Australia), Senna disse addio alla McLaren con una vittoria – l'ultima della sua carriera – e i suoi tre titoli. Frank Williams lo assunse per guidare una delle sue vetture nel 1994 insieme a Damon Hill.

"Il miglior pilota con la migliore auto non può ottenere nessun altro risultato che non sia il campionato" si diceva. Tuttavia, l'anno cominciò per Ayrton con due pole e due ritiri in Brasile e Pacifico, mentre il suo avversario Michael Schumacher con la Benetton si impose in entrambe le gare. Il prossimo episodio, quello finale, si sarebbe svolto a San Marino. Le cose furono complicate fin dall'inizio per un grave incidente nelle prove libere del venerdì di Rubens Barrichello e per la morte di Roland Ratzenberger nelle qualifiche del sabato. Il brasiliano, visibilmente preoccupato, aveva un cattivo presentimento, ma si presentò alla gara. Partì dalla pole, ed era il settimo giro quando alla curva Tamburello disse addio.

Molte cose si dissero da quel 1° maggio. Il Brasile piangeva il suo idolo. Anche Alain Prost mostrò la sua tristezza.

Ayrton Senna ha ottenuto nella sua carriera di F1 41 vittorie, 65 pole position (record) e 19 giri veloci. Però le mere statistiche non creano l'idolo. Il rapporto tra lui ed il suo pubblico andava più in là di ogni singola partecipazione a un Gran Premio. Il brasiliano aveva un talento illimitato dentro la pista e capacità di relazionarsi con le altre persone al di fuori di essa.

Una ricerca condotta in Brasile nel 2000 rivelò che egli è considerato il più grande eroe del paese. Una prova in più per dimostrare come Ayrton sia un vero eroe moderno.

* tradotta da Alessandro Fiorillo


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