Biografia di Nigel Mansell

NIGEL MANSELL - SE È DIFFICILE, È PIÙ DOLCE
fornita da Maximiliano Catania/FUNO*
Buenos Aires (AR), 22 Feb 2005

Nessun pilota ha mai dimostrato così chiaramente che un corridore ha bisogno di dedizione e determinazione se vuole ottenere ciò che vuole. Egli ha dimostrato come un pilota può sopravvivere a qualsiasi disavventura e che più grande è la sfortuna che soffri, più dolce sarà la vittoria.

I primi anni. Nigel Mansell è nato l'8 agosto 1953 a Upton-upon-Severn. All'età di 15 anni cominciò a fare la sua prima esperienza di gara in kart. Ottenne lavoro come ingegnere part-time, ma non perse mai l'ambizione di diventare un pilota, il che gli costò la maggior parte dei suoi introiti da ingegnere quando iniziò a competere nella Formula Ford 1600 inglese a metà degli anni 70. Nel 1976 conobbe la sua prima vittoria di sempre al Mallory Park. Appena un anno dopo, riuscì già a vincere il suo primo campionato, vincendo 32 delle 42 gare che disputò. In seguito ad un incidente che gli ruppe la schiena, contro la volontà dei medici, tornò il più presto possibile a correre per poter ottenere quel primo campionato. Nel 1979 lui e sua moglie Rosanne vendettero la loro casa per pagare un paio di gare in Formula 3 con il team March. Nonostante la March non fosse nulla, ma comunque competitiva, gli sforzi di Nigel Mansell furono incredibili e ben presto attirò l'attenzione del capo del team Lotus di Formula 1 Colin Chapman, che lo invitò per un test con la Lotus. Poco prima di quel test, Nigel si frantumò le vertebre del collo dopo essersi scontrato con il pilota italiano Andrea de Cesaris in una gara di Formula 3. Chapman era in dubbio se Mansell sarebbe stato abbastanza in forma per un test di Formula 1, ma Nigel rispose "Niente paura, ci sarò!"

L'epoca Lotus di Nigel Mansell. Nel 1980, quando Nigel Mansell aveva firmato un contratto con la Lotus come test-driver, sperava di ottenere il secondo posto vacante con Mario Andretti, che stava gareggiando la sua ultima stagione con la Lotus, ma Chapman diede quel sedile a Elio de Angelis e Mansell dovette ancora aspettare per il suo turno. Nell'agosto del 1980, per dimostrare il suo talento, gli fu stata data una terza vettura Lotus da provare sui circuiti di Österreichring e Zandvoort; fu fermato in entrambi i casi da problemi meccanici, ma le prime apparizioni erano tuttavia molto promettenti. Nel 1981 gli fu dato un contratto a tempo pieno e ottenne il suo primo podio a Zolder, Belgio con una terza posizione. A Jarama, Spagna (sesta posizione) e Las Vegas, USA (quarta posizione) riuscì ad ottenere altri punti. Chapman e Nigel Mansell diventarono amici molto intimi e il tranquillo, ma molto laborioso Mansell ebbe un'ottima relazione con la squadra, cosa che sfortunatamente non è molto normale nella Formula 1 di oggi. Chapman, che morì nel 1982, poté ancora vedere Mansell vincere punti nel 1982, quando arrivò terzo in Brasile e quarto a Montecarlo. La Lotus a quel punto stava già lasciando il suo periodo si successo. La vettura non era niente, ma quando era competitiva, Mansell fu spesso fermato da sfortunati guasti tecnici e da alcuni pessimi errori del pilota. I suoi spettacolari incidenti e testacoda e la sua sfortuna incredibilmente grande lo resero bersaglio di scherzi altrui. Nigel mai ottenne una vettura competitiva finché Frank Williams non gli diede il secondo sedile in compagnia di Keke Rosberg nel 1985.

Come perdere campionati. La stagione del 1985 iniziò veramente male per Nigel, poiché fu fatto clown dal capo della McLaren Ron Dennis alla festa di fine stagione nel 1984. Frank Williams aveva appena annunciato il contratto con Mansell e Dennis gli mostrò una "collezione" di testacoda e incidenti di Mansell e chiese a Williams ad alta voce "Questo è il tuo top driver?". Ricordiamo che fu lo stesso Ron Dennis che gli diede un contratto dieci anni dopo per farlo oggetto di scherno per un gruppo di persone che ridono di quelle battute. Ma Nigel Mansell non è quella persona che si fa ferire da queste cose. Continuò a lottare e ottenne una vittoria molto emozionante nel suo GP di casa a Brands Hatch, la sua prima vittoria in Formula 1, seguita da un secondo trionfo a Kyalami appena due settimane dopo. In seguito alla fine del campionato, Keke Rosberg lasciò la squadra e Nigel Mansell fu ingaggiato insieme a Piquet. Ma Mansell, che si credeva che sarebbe stato il "classico Numero 2" di Piquet, non lasciò spazio per essere il maggiordomo di Piquet - al contrario, diventò l'uomo da battere. E lo dimostrò, con cinque vittorie in Belgio, Canada, Francia, Regno Unito e Portogallo. Si qualificò in pole position nell'ultima gara dell'anno, nella quale già era in testa al campionato con un leggero margine di vantaggio su Alain Prost. Ma le sue speranze di vittoria esplosero insieme alla sua gomma posteriore, baciò il muro e Prost gli strappò il titolo.

La stagione successiva vide le due Williams come le vetture più competitive e Nigel Mansell vinse sei volte in quell'anno, ma nuovamente non fu abbastanza fortunato per diventare campione. In un incidente durante le prove libere baciò nuovamente le barriere e si ferì al collo. Ciò diede al suo compagno di squadra Nelson Piquet la possibilità di sfruttare nelle ultime gare il ritiro di Nigel per vincere il titolo con solo 3 vittorie. Dopo la stagione, Frank Williams perse l'eccellente motore Honda e l'anno 1988 si rivelò un disastro a causa dei deboli motori Judd. Nigel Mansell fu in grado di finire solo due gare in cui raggiunse la seconda posizione; tutte le altre gare lo videro ritirarsi anticipatamente. Il Commendatore Enzo Ferrari gli diede un contratto per il 1989.

Mansell e i Tifosi Italiani. Nigel Mansell sapeva come dire 'Grazie' agli italiani per avergli permesso di uscire fuori da quella terribile situazione alla Williams. Vinse il suo primo Gran Premio del 1989 con una Ferrari, aggiungendo una seconda vittoria memorabile all'Hungaroring, dove riuscì a risalire dalla dodicesima posizione in griglia. Giudicò la sua stessa gara definendola come "la miglior gara in assoluto della mia carriera".

Per la stagione 1990 gli italiani credevano nel tre volte Campione del Mondo Alain Prost con pieno sostegno di Nigel Mansell, che vedeva un rafforzamento del team Ferrari per l'arrivo di Prost. Si è relazionato in fretta con Alain, dato che stavano lavorando intensamente per i test invernali. L'inizio della stagione fu abbastanza deludente, ma la fortuna ritornò quando Nigel Mansell vinse il Gran Premio del Portogallo all'Estoril. Questo lo portò nella posizione del pilota britannico con maggior successo al pari di Stirling Moss con 16 vittorie finora. Tre secondi posti e altri punti guadagnati in altre tre gare lo portarono in quinta posizione alla fine del campionato. Al GP di Gran Bretagna Mansell annunciò che si sarebbe ritirato dalla Formula 1, il che generò una massiccia ondata di supporto da parte del pubblico affinché restasse nel mondo del circus. Frank Williams, che aveva firmato un contratto con la Renault, sapeva che c'era solo un pilota che era in grado di portarlo nella posizione di leader - Nigel Mansell.

Come vincere campionati. Nonostante avesse vinto cinque gare nel primo anno con la Williams motorizzata Renault, il motore non era abbastanza affidabile per portarlo in posizione di leader, troppo spesso si ritirò per problemi meccanici, ma tutti sapevano che la stagione del 1992 sarebbe stata il suo anno, a meno che i meccanici Williams non fossero stati in grado di rendere l'auto affidabile, ma ci riuscirono - il 1992 così diventò l'anno di Mansell. Realizzò un numero incredibile di pole position (14 su 16). Vinse 9 delle 16 gare. E conquistò il campionato dopo appena 11 gare all'Hungaroring. A Monza annunciò che avrebbe firmato un contratto con Newman/Haas nella PPG IndyCar World Series in mancanza di un accordo sui termini di un nuovo contratto con Frank Williams.

Benvenuto in America. La stagione IndyCar iniziò così come finì l'ultima stagione in Formula 1: gloriosamente. Nigel Mansell ottenne la pole position nella sua primissima partecipazione a una gara della IndyCar a Surfers Paradise, Australia. Le stelle della IndyCar, come Emerson Fittipaldi o il compagno di squadra di Nigel Mario Andretti (Ricordate? Abbiamo già sentito questo nome) furono leggermente sorpresi, ma Nigel Mansell non era soddisfatto con una pole position e così strappò via anche la vittoria; fu il primo debuttante della storia della IndyCar ad ottenere sia pole che vittoria alla gara d'esordio. Nella gara successiva a Phoenix, il suo primo circuito ovale, dovette imparare la differenza tra un circuito stradale e uno ovale. Perse il controllo della sua Lola-Ford e sbatté pesantemente contro il muro. Ma tornò già nella gara seguente a Long Beach, malgrado i dolori dell'ultimo incidente. Finì la gara terzo, riportandosi in testa alla classifica. Ora tutti si aspettavano che si sarebbe spaventato di fronte ai circuiti ovali in seguito al disastro di Phoenix, ma accadde il contrario. A parte Phoenix e Indianapolis, Nigel Mansell vinse tutte le gare su circuiti ovali a Milwaukee, Michigan, New Hampshire e Nazareth. E persino ad Indianapolis era sul punto di vincere, stando in testa per molti giri, ma a pochi giri dalla fine toccò il muro danneggiando leggermente la sospensione anteriore. Ma fece un gran lavoro continuando a lottare e finì la gara in terza posizione. Dopo la sua vittoria a Nazareth, era chiaro che il suo vantaggio su Emerson Fittipaldi sarebbe stato sufficiente per renderlo campione IndyCar come debuttante. Non fu solo il primo debuttante a riuscire in ciò, ma fu anche il primo vincitore consecutivo di Formula 1 e IndyCar. Il secondo anno con Newman/Haas fu davvero deludente, poiché tutte le squadre furono enormemente soppresse dalla Perske con un'eccellente performance di Al Unser Jr. Seconda cosa fu la gelosia di Mario Andretti che non fu mai in grado di seguire il passo di Mansell e non poteva sopportare il fatto che aveva perso lo stato di pilota più amato da Nigel Mansell. Dopo la morte di Ayrton Senna da Silva al massacro di San Marino, Nigel fece quattro apparizioni come ospite con la Williams-Renault, vincendo l'emozionante finale ad Adelaide, dove Damon Hill lanciò Schumacher verso il campionato. Fu l'ultima grande vittoria di Nigel Mansell e posso solo dire che...

Ci mancherai Nigel, Addio Leone...

* tradotta da Alessandro Fiorillo


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