Storia di Cooper

LA STRAORDINARIA AVVENTURA DI CHARLES E JOHN COOPER: IL PRIMO MOTORE INNOVATIVO DELLE VETTURE F.1
di Daniela Asaro Romanoff
Trieste (IT), 06 Giu 2011

John Cooper, assieme al padre Charles, e con la collaborazione dell'amico d'infanzia Eric Brandon, diede origine, nel 1946, alla Cooper Car Company. Nei primi tempi la famiglia Cooper lavorava in un piccolo garage a Surbiton nel Surrey. Si dedicarono alla costruzione di vetture per le corse automobilistiche. La prima vettura monoposto, che misero a punto, risale agli anni cinquanta. La grande idea che ebbero i Cooper fu quella di collocare il motore dietro l'abitacolo.

Charles e John decisero di far debuttare le loro vetture in F.3. A quei tempi, le Cooper venivano soprannominate "zanzare": sterminatrici di tutte le altre vetture. Tanti piloti inglesi, che divennero poi dei campioni, si esercitarono con la Cooper.

È interessante ricordare che Charles e John avevano tanto entusiasmo, passione, genialità, ma limitate risorse economiche, per cui, lavoravano su un modello base, che era la Fiat Topolino. Padre e figlio erano dei self-made men, non avevano avuto la possibilità di studiare, ma le loro conoscenze erano pari a quelle degli ingegneri. La loro genialità si espresse quando ebbero l'idea di saldare i due avantreni della Topolino, mettendoli l'uno contro l'altro, anche la scarsità di materiali li portò a questa soluzione, era appena finita la guerra. Con questa disposizione degli avantreni, le sospensioni e le ruote erano indipendenti. Dietro al sedile avevano collocato il motore a un cilindro di 500 cc o di 1.000 cc (JAP o Norton: origine motociclistica). Il "segreto" vincente: sulle ruote motrici posteriori finiva la potenza. Tali ruote non slittavano e così si poteva sfruttare al massimo il potenziale non eccessivo dei pochi cavalli. La Cooper era leggera e stabile. Oltre agli avantreni, furono utilizzate altre parti della Topolino: ruote, freni, balestra trasversale, braccio oscillante.

La prima gara, in cui una Cooper, ancora non al massimo della sua efficienza, si distinse, fu organizzata a Gardone, nei pressi del Lago di Garda. Lì arrivò tutta la famiglia Cooper, anche la mamma di John. Dal loro camion, la gente vide uscire una vettura che destava molte perplessità. Eppure, già in quella gara, questa macchinetta, guidata da Stirling Moss, diede filo da torcere alle blasonate Ferrari e Maserati. Nel 1950, la Cooper esordì a Monza. Padre e figlio continuarono alacremente a migliorare la loro opera. 1952: 6 presenze in F.1, 1954: Gran Premio d' Inghilterra, 1955: Gran Premio d'Inghilterrra di nuovo, con motore posteriore Bristol di 2.200 cc. Guidava questa macchina uno sconosciuto pilota australiano: Jack Brabham. A questo punto un altro salto di qualità: i geniali Cooper si rivolsero alla Coventry Climax, fabbrica di motori azionanti pompe e sollevatori, chiesero la progettazione di un propulsore. Loro idearono un telaio tubolare, il cambio era quello della Citroën. Un motore per pompe d'acqua appariva un'eccentricità... e la Cooper, con quel motore, ottenne la sua prima vittoria al Campionato di F.1, era il 1958, la Cooper era guidata da Strling Moss. Brabham diede ulteriori contributi come collaudatore e la Cooper divenne l'orgoglio di tutta l'Inghilterra. Questa vettura ebbe ottimi risultati in F.1 e ad Indianapolis anche negli anni sessanta. La Cooper iniziò a perdere la supremazia quando, per regolamento, anche le altre vetture della F.1 furono obbligate ad essere più leggere: peso 450 kg e motori di 1.500 cc. La Cooper segnò un'epoca e molte case cotruttrici impararono molto da questa geniale vettura. Nel 1969 si concluse la splendida avventura in F.1 della Cooper.

John Cooper, però, non si rassegnò a riposare sugli allori. Ideò, assieme ad Alec Issigonis, con l'aiuto delle Case costruttrici Austin e Morris, la Mini Cooper. L'intenzione era di farla diventare una macchina adatta a tutti. Ma la Mini Cooper non aveva il successo sperato, e allora John pensò di farla correre nei rally, per darle visibilità. Fu un successo. Ad un anno dal progetto, la Mini Cooper vinse il rally più prestigioso: Monte Carlo e l'anno dopo bissò la vittoria. La Mini Cooper divenne la macchina che tutti sognavano di possedere, quasi uno status symbol.

Le Mini Cooper continuano a venir prodotte in Inghilterra, ma ora è la BMW ad essere la casa costruttrice.

Un aneddoto, che riguarda Enzo Ferrari. Quando il Drake vide dove era stato posizionato il motore, esclamò: "Non si può mettere il carro davanti ai buoi!".

Ora vorremmo dare alcune indicazioni sulla Formula Uno, forse non molto conosciute.

La Formula Uno, definizione nata nel 1946, è la categoria più alta per quanto concerne le vetture da corsa monoposto. La prima corsa di categoria fu organizzata nel 1947. A decorrere dal 1947 in poi, varie competizioni furono ideate per queste vetture. Da alcuni decenni fino ai nostri giorni l'unica corsa regolamentare, organizzata per le vetture di così alto livello tecnologico, è il Campionato mondiale di F.1. Formula significa insieme di regole, a cui tutti gli "addetti ai lavori" devono attenersi.

Va detto che vetture da corsa appartenenti a questa categoria, iniziarono ad essere progettate prima che venisse data loro una definizione precisa. Varie competizioni per queste vetture furono organizzate già alla fine del XIX secolo. La prima gara di monoposto F.1 che ottenne risonanza in tanti paesi del mondo, fu il Gran Premio di Pau, città francese dell'Aquitania, nel 1950, vinse l'indimenticabile Juan Manuel Fangio, alla guida di una Maserati.